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Centro trapianti

Negli ultimi 20 anni il trapianto di fegato si è affermato come terapia dell'insufficienza epatica terminale, grazie agli ottimi risultati in termini di sopravvivenza sia subito dopo l'operazione che a distanza da questa.

Di conseguenza è cresciuto sempre più l'interesse per le informazioni riguardanti le indicazioni al trapianto, la selezione dei potenziali candidati, il decorso e le problematiche collegate all'intervento.

È fondamentale che i pazienti candidati al trapianto e i loro familiari conoscano tutti questi aspetti.

IL CENTRO TRAPIANTO DI FEGATO DI TORINO

Il Centro Trapianto di Fegato Emilio Sergio Curtoni, presso l'Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, è attivo dallO ottobre 1990.

  • Chirurgia Generale 8 Centro Trapianto di Fegato, Professor Mauro Salizzoni: Direttore del Centro;
  • Divisione di Gastroenterologia: Prof. Mario Rizzetto;
  • Servizio di Anestesia e Rianimazione 9: Dott. Pier Paolo Donadio;
  • Dipartimento di Anestesia e Rianimazione: Prof. Marco Ranieri;
  • Servizio di Immunologia dei Trapianti e Centro di Riferimento

RISULTATIDEL CENTRO TRAPIANTI DI TORINO

Dall'Ottobre 1990 a Giugno 2008 sono stati eseguiti 1795 trapianti di fegato presso questo Centro; 1707 sono stati effettuati su persone adulte, mentre 88 su soggetti di età inferiore a 18 anni.

Presso il Centro di Torino, la sopravvivenza globale dei pazienti sottoposti a trapianto di fegato è risultata del 79,6% dopo 5 anni e del 72,6% dopo 10 anni.

Tali risultati appaiono molto soddisfacenti se si considera che la media dei centri europei si attesta attorno al 71% dopo 5 anni e 61% dopo 10 (dati ELTR),mentre quelli americani riportano mediamente sopravvivenze del 75,3% a 5 anni (dati UNOS).

I pazienti di età inferiore a 18 anni presentano l'andamento migliore e quelli sottoposti a trapianto nel nostro Centro hanno dimostrato una sopravvivenza dopo 5 anni del 98%.

Ci sono altre caratteristiche che possono influire sulla sopravvivenza dopo trapianto: la malattia che lo ha reso necessario è una di queste. Se i pazienti trapiantati per cirrosi post-epatite C sopravvivono nel 71,8% dopo 5 anni e nel 65% dopo lO, risultati peraltro eccezionali rispetto alla storia naturale della malattia senza trapianto, nel caso di cirrosi post-epatite B, i risultati riportati nella nostra esperienza sono de1l'89% a 5 anni ed 83% a 10 anni.

Risultati intermedi si sono ottenuti nel caso di soggetti affetti da cirrosi biliare primitiva (80% a 5 ed a 10 anni), di colangite sclerosante (87% a 5 anni e 58% a 10), da cirrosi esotossica (82,4% a 5 anni e 75,2% a 10). I migliori risultati si sono ottenuti ovviamente nei pazienti con atresia delle vie biliari che sono, nella stragrande maggior parte dei casi, pazienti di età inferiore a 18 anni (tutti vivi con follow up mediano di 3 anni).

Circa il 15% dei trapiantati in questo Centro era affetto da una malattia rara (malattia di Wilson, emocromatosi, ossalosi, amiloidosi, sindrome di Budd- Chiari, pollclstosi epato-renale, etc.): in questi casi, i risultati oscillano dal 100% di sopravvivenza a 5 anni (ad esempio nella policistosi epato-renale) al 60% (nell'ossalosi) .

Nel caso sia presente anche l'epatocarcinoma, i risultati variano essenzialmente in base al diametro del tumore (ma anche ad altre caratteristiche istologiche), passando dal 98% a 5 anni se il diametro è inferiore a 3 cm al 70 % se il diametro è compreso tra 3 e 5 cm.

Ci sono ovviamente altre caratteristiche che influenzano negativamente i risultati dopo trapianto, le più importanti delle quali sono sostanzialmente l'età del ricevente più avanzata, le condizioni generali di salute più scadute e l'insufficienza funzionale di altri organi.

La necessità e la possibilità di eseguire un ritrapianto si è realizzata nell'8,7% dell'intera casistica.

Nel nostro Centro, in circa il 37% dei trapianti è risultato necessario almeno un reintervento chirurgico.

Le complicanze non chirurgiche più frequenti che sono state registrate nella nostra casistica sono risultate il rigetto acuto (circa nel 30% dei casi) e problematiche delle vie biliari (circa nel 31% dei casi).

L'incidenza di tumori dopo trapianto di fegato è risultata del 9,9% nei nostri trapiantati, ma risulta del 7,4% in quei pazienti non affetti da tumore prima del trapianto.

La degenza media dopo trapianto di fegato effettuato presso questo Centro oscilla tra 14 giorni e 21 giorni.

Per quanto riguarda la qualità di vita dei soggetti sottoposti a trapianto, dati raccolti sulla casistica italiana (dati CNT) testimoniano che, tra i sopravvissuti, ben 1'81,8% è in grado di riprendere l'attività lavorativa .