AITF

Nel tunnel della speranza

Nel tunnel della speranza

Le settimane precedenti l'intervento di trapianto del fegato le trascorsi a Torino in day hospital e mi sembrarono interminabili. Le ore non passavano mai. Facevo trascorrere il tempo con lunghe passeggiate al Valentino, osservando immobile lo scorrere delle acque del Po. In albergo tenevo la mente impegnata leggendo quotidiani, scribacchiando su qualche enigmistica o guardando la televisione. Qualsiasi programma andava bene, l'importante era non pensare. Ogni mattino mi recavo in ospedale al reparto trapianti epatici dove, in un grande salone, si riunivano tutti i trapiantati di fegato in attesa di visita di controllo e con loro scambiare quattro chiacchiere.

Per lo più erano meridionali: siciliani, napoletani, pugliesi, calabresi e qualche sardo. C'era chi era stato operato da alcuni mesi, chi da poche settimane e venivano sottoposti a visite di controllo già precedentemente programmate per poter seguire le funzionalità del nuovo organo e dell'intero organismo. lo chiedevo e loro rispondevano tutti allo stesso modo alle domande che rivolgevo loro con garbo e delicatezza. "Non ho sofferto, non ho avvertito alcun dolore. Mi sento bene, come se fossi rinato".  Qualcuno raccontava di essere giunto in ospedale addirittura in coma epatico e di non ricordare nulla, di essere ritornato in ottima forma e di avere ripreso una vita normale, anzi migliore di quella di prima. La famiglia, il lavoro, la buona tavola, sempre con una certa cautela, insomma, l'interesse alla vita.

Mi raccontavano tutto ciò anche per incoraggiarmi e tirarmi su col morale. Ben sapevano il dramma che stavo vivendo e, nell'attesa, l'ansia che a volte ti chiudeva la gola in una morsa mentre nel petto qualcosa ti batteva forte. Loro lo sapevano molto bene, avevano avuto anche loro quei momenti ed in molti il ricordo era tangibile e vicino. Tutti trovavano parole dì elogio e stima, di riconoscenza e di ammirazione per quel gruppo di giovani specialisti che li seguivano con tanta assiduità e professionalità_ Tutto questo mi infondeva un tale coraggio e una tale forza da farmi sentire ogni giorno più sicuro e fiducioso. Sentivo dentro di me come un qualcosa che mi ripeteva sempre "ce la farai, ce la farai".

Per tutta la durata degli esami clinici, della degenza e dell'intervento stesso, due cose non mi hanno mai abbandonato: la fiducia nei medici e la presenza spirituale di Padre Pio da Pietralcina. Qualcuno potrebbe anche pensare che io esageri a raccontarlo o che sia stato soltanto suggestione. Chi mi conosce bene, però, sa che non sono mai stato né uno stinco di santo, né un bigotto, anzi per niente un buon cristiano, ma posso affermare con assoluta certezza e senza alcuna ombra di dubbio di avere avvertito la presenza del frate di Pietralcina accanto al mio lettino durante tutto il periodo trascorso all'ospedale delle Molinette di Torino. Verso le diciannove del quattro ottobre, ricevetti la telefonata dall'ospedale "entro un'ora al massimo il ricovero" Era la voce inconfondibile dello stesso primario che mi annunciava, finalmente, la reperibilità di un fegato compatibile e che mi sarebbe stato trapiantato entro il mattino seguente. Dio! Quanto avevo aspettato di sentire quella voce. Avvertii per tutto il corpo una vampata di calore, non sapevo se ridere o piangere. Non sapevo se ciò che avvertivo fosse gioia, spavalderia o un senso di paura allo stesso tempo. Era come vedere materializzarsi la fine di un Incubo. Provavo la stessa cosa che avevo avvertito al mio primo imbarco, quando ricevetti il telegramma dell'armatore che mi invitava ad andare a Ravenna per imbarcare in qualità di allievo ufficiale su di una vecchia carretta che faceva viaggi di legname dal Mar Nero per Alessandria d'Egitto.

Durante la notte fui affidato alle cure preparatorie di personale altamente qualificato. Tutte giovani infermiere dagli occhi dolcissimi e dai visi indimenticabili, che consapevoli del mio stato d'animo e del mio disagio, cercavano amorevolmente di tranquillizzarmi rendendomi meno penosa l'attesa che mi separava dall'intervento. Alle ore 7,30 del mattino del quattro ottobre, giorno di San Francesco d'Assisi, entro in sala operatoria per nulla turbato. Ad attendermi, l'equipe al completo, alcune domande di rito da parte dello stesso primario mentre mi preparava per l'anestesia. Dopo alcuni secondi mi vedo nudo, disteso su di un tavolo di legno, al centro di un grande spiazzo circondato da una fitta siepe di rovi dalla quale facevano capolino di tanto In tanto, volti scolpiti nella pietra. Tutte facce uguali, prive di espressioni, come scavate nella roccia, con grosse cicatrici sulle guance. Cerco di coprire con le mani le mie nudità, quasi a voler sfuggire a quegli sguardi indiscreti. Poi, più nulla, l'oblio totale. Verso le sedici, fui trasportato in sala di rianimazione dove dopo pochi minuti avrei riaperto gli occhi. A svegliarmi definitivamente, è il ticchettio di un ramo di betulla che la brezza serale che scendeva dalle Alpi e che lambiva questa parte della città, faceva picchiare continuamente sui vetri della finestra della camera. Un flebile raggio di sole, già autunnale, filtrando attraverso i rami dell'albero mi giungeva fino al minuscolo lettino, sembra quasi accarezzarmi le ginocchia e sussurrarmi dolcemente "bentornato". Comincio a tastarmi ed a muovermi lentamente. Sentivo strani tubicini di drenaggio che fuoriuscivano da varie parti del corpo, mentre osservavo incuriosito il gocciolio lento delle numerose flebo appese ad appositi attrezzi con i vari segnali di allarme. Ero ancora vivo, si, la cosa non mancò di meravigliarmi. Dio era stato buono con me. Chissà perché noi meridionali, spesso, mischiamo sacro e profano e corriamo subito in chiesa a chiedere grazie soltanto nel momento del bisogno, raccomandandoci soprattutto al Signore. Non me ne vogliano i professori, semmai dovessero leggere queste memorie. Mi ero completamente affidato nelle loro mani pieno di fiducia e sicuro di un brillante risultato, ma non avevo potuto fare a meno anche io di recarmi in chiesa nello stesso ospedale delle Molinette pochi minuti prima del ricovero. Volgevo lo sguardo su quel grosso Crocifisso al centro dell'altare egli volgevo silenziosamente, con nodo alla gola, di accompagnare la mano che da lì a poche ore mi avrebbe aperto l'addome.

I giorni in sala di rianimazione trascorrevano lenti ed io, lentamente, riacquistavo energie. L'organismo iniziava ad adattarsi al nuovo organo e a dare i primi risultati positivamente. Dopo alcune settimane di degenza, i primi di dicembre dei 1995, fui dimesso. Ero stato completamente rimesso a nuovo e a tempo di record. Lascio le Molinette a pomeriggio inoltrato, Torino era avvolta in una leggera foschia umida, tipica di stagione. L'aria era ancora tiepida e un profumo di caldarroste mi fece avvertire l'autunno. Erano trascorsi esattamente cinque mesi dal mio arrivo a Torino, tra soste, analisi varie in day hospital, snervanti attese e ricovero. Mi fermai per un attimo ad osservare il traffico ordinato di quella meravigliosa città ed il via vai delle centinaia di persone che entravano ed uscivano dall'ospedale con i loro problemi, le loro speranza ed anche le loro gioie, come quelle che stavo provando io. Non potei fare a meno di alzare gli occhi al cielo ed esclamare a voce alta, quel poco che mi rimaneva, "Grazie Signore che nella tua Misericordia, non mi hai privato del dono meraviglioso che è la Vita".

Biagio Cilento

Contributo Otto per Mille Chiesa Valdese

thumbnail
Simona

Pubblicato: il 30 giugno 2016

 

Grazie al generoso contributo dell\'Otto per mille della Chiesa Valdese abbiamo acquistato per la neo nata Delegazione AITF di Torino un PC completo di schermo sistema operativo e antivirus . Questa donazione ha permesso alla Delegazione di diventare più operativa e svolgere alcune attività a favore delle persone in attesa di trapianto e/o trapiantate che elenchiamo qui di seguito:

  • 21/01/2016 Partecipazione con testimonianza al Progetto \"Salvo e Gaia: un regalo che salva una vita\" dedicato agli studenti delle scuole primarie. Il CNT ha prodotto un cartone animato per i ragazzini delle elementari, ed ha deciso di lanciarlo a livello nazionale in dieci città italiane, tra cui Torino, il 21/01/2016 presso il Cinema The Space al Parco Dora di Torino;
  • 26/01/2016 Partecipazione con testimonianza presso il CPIA di Moncalieri (TO) (Centro Provinciale Istruzione Adulti ) ad un incontro, finalizzato a sensibilizzare sulla donazione di organi, caratterizzato da informazioni mediche e statistiche che il CRP (Centro Regionale Piemonte) fornisce per spiegare in che modo sono regolamentati i trapianti in Italia e fare chiarezza sulla morte encefalica;
  • 2/03/2016 Incontro e testimonianza con studenti al Master Coordinamento Infermieristico di donazioni e trapianti di organi, tessuti e cellule;

 

L\'AITF, tramite i nostri Volontari (30) presenti all\'Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, ha collaborato in modo specifico con i seguenti Reparti dell\'Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino: Reparto Prof.Salizzoni, DH Prof.Salizzoni, Terapia intensiva Prof.Salizzoni, Ambulatorio Trapianti Dott.Saracco, Reparto Dott.Saracco, Semintensiva Dott.Saracco, Dh Gastroenterologia Dr.Saracco, Ambulatorio e Reparto Dr.Marinone, Ambulatorio Dott.GAITA, Reparto Prof.Porta- Med.1, Dott.Durazzo - Med.3, Reparto Prof.Morino, Reparto Prof.Montrucchio, Reparto Prof.Rinaldi, Ambulatorio Prof.Albera, Reparto Prof.Veglio, Lab.Analisi Baldi e Riberi, Ambulatorio Endoscopia Dott.Dughera, Ematologia Dott.Vitolo, Reparto Dott.Torchio - Med.6, assistendo moralmente i pazienti ricoverati ed affiancando gli Operatori Sanitari e gli OSS in alcune funzioni di carattere amministrativo ed assistenziale; la presenza dal 1° aprile 2016 ad oggi è stata di 3.472 ore lavorate.

L\'AITF è stata altresì presente presso la Residenza Cimabue di Torino (Centro di Accoglienza aperto a persone in attesa di trapianto e/o che seguono cicli di cure negli Ospedali di Torino e prima cintura) con 14 Volontari i quali hanno lodevolmente svolto l\'importante opera di vicinanza e sostegno agli ospiti accompagnandoli sistematicamente con la navetta, a ciò predisposta, presso gli ospedali cittadini e della prima cintura ove erano in cura e lavorando 7 giorni su 7 con una presenza di circa 800 ore (dal 1° aprile 2016 ad oggi).

Segnaliamo inoltre le seguenti presenze dell\'AITF Nazionale :

  • 14/04/2016 - Istituto Superiore Bosso - Succ.Via Perrone a Torino: propaganda sul Volontariato con il Forum del Volontariato;
  • 15/04/2016 - Partecipazione al Festival Italiano del Volontariato presso il CNV di Lucca;
  • 27-28/04/2016 - Partecipazione agli Stati Generali di Roma;
  • 30/04/2016 - Incontro informativo sulla donazione e trapianto di organi e tessuti presso l\'Università della Terza età di Rivoli;
  • 6/05/2016 - Incontri informativi organizzati nelle giornate della II^ Festa Nazionale AITF dalle delegazioni di Asti, Alessandria Aosta e Torino presso 4 Istituti Superiori delle relative città (Istituto Giobert di Asti, Istituto Saluzzo Plana di Alessandria, Liceo Classico di Aosta Istituto Spinelli di Torino) caratterizzati da informazioni mediche e statistiche (fornite dai dati del Centro Regionale Trapianti) finalizzati a spiegare in che modo sono regolamentati i trapianti in Italia e fare chiarezza sulla morte encefalica;
  • 13/05/2016 - Incontro e testimonianza sulla donazione e trapianto di organi e tessuti presso la Scuola media di Villarbasse Piero Gobetti con la partecipazione di un rappresentante del Coordinamento Regionale Trapianti del Piemonte (Dott.ssa Anna Guermani);
  • 26/0/2016 - Istituto Tecnico Berti di Torino propaganda sul volontariato;
  • 27/05/2016 - Comune di San Germano Vercellese : istituzione Anagrafe del Donatore;
  • 29/05/2016 - Giornata Nazionale della Donazione di Organi e tessuti presso Zooum di Cumiana;
  • 31/05/2016 - Ordine dei Medici -C.so Francia, TORINO - Riunione delle Associazioni di Volontariato sulle strategie da attuare nell\'ambito territoriale;
  • 15/06/2016 -Ospedale S.Anna Torino - Riunione per programmare l\'accoglienza degli extracomunitari con informativa multilingua;
  • 21/06/2016 - Riunione presso l\'AIFA a Roma per informativa sulla distribuzione farmaci 2015;
  • 30/06/2016 - Riunione del Forum del Volontariato presso il Centro Servizi VOL.TO di Torino onde programmare,per l\'anno 2016/2017, le riunioni presso le scuole torinesi in cui si parla di Volontariato;

 

Qui di seguito alcune immagini del Pc, dei Volontari presenti presso l\'Ospedale Molinette di Torino, il Gruppo Accompagnatori della Residenza Cimabue ed altre riprese in occasione della proiezione \"Salvo e Gaia\"